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20.01.2007

86// Padre Kizito: un altro mondo e` iniziato

di Pia Bacchielli

 

NAIROBI 20 GENNAIO 2007 (ORE 16.10) - Sono venuti dall'Italia, dall'Europa, dall'America Latina. Ma soprattutto tanti, tantissimo di loro - uomini, donne e bambini africani - che oggi hanno dato vita alla grande marcia della pace che ha segnato l'avvio del VII Social Forum a Nairobi. Ventimila persone, forse di piu`.

 Fra canti, balli, tamburelli e perfino tarantelle del Coordinamento nazionale degli enti locali di Matera. Nel frastuono che sovrasta il rumore del traffico di una citta' di 4 milioni di abitanti, davvero sembra che un altro mondo sia gia' iniziato. Lo dice padre Renato Kizito Sesana, da 30 anni in Africa, fondatore dell'Associazione Amani, de La casa di Anita e del Centro per i bambini e le bambine di strada. Una massa di capelli bianchi, imponente, ha gli occhi che gli luccicano. 'Non pensavo che venisse cosi' tanta gente. Che spettacolo. E che emozione: tutto si svolge con gioia, in pace. Senza incidenti. Qui, in un una zona fra le piu' difficili della citta' questa manifestazione lancia un messaggio forte, importante. Si', non solo un altro mondo e' possibile ma e' gia' iniziato'. Lui lo sa bene. Da quattro anni tiene corsi e seminari di pace nella sua Shalom House. Ha raccolto tanti giovani che oggi, dice ' sono tutti qui. Li ho visti sfilare. L'Africa e' poco conosciuta. E oggi piu' che mai ha bisogno di rispetto perche' ha tanto da dare'.
In marcia c'e' anche Marko Marincic, assessore provinciale alle Politiche per la pace e alla cooperazione di Gorizia. Per l'Africa moltissimi progetti ideati e portati  a termine come quello per il diritto all'acqua. Ma soprattutto un grande amore. 'L'Africa - racconta - per troppo tempo e' stato un continente dimenticato. Oggi questo Forum serve proprio per dargli la giusta visibilita'. Essere qui per me significa capire meglio la sua realta' e cercare di essere piu' efficace nella mia veste di politico. E' un momento che pero' vivo anche con grande commozione. Qui i problemi sono all'estremo. Eppure, grande e' la fiducia. Basta guardare le magliette che molti ragazzi portano addosso. C'e' scritto: Homless but not hopless. Senza casa ma non senza speranza'. Una grande lezione per tutti'.
L'arrivo all' Uhuru Park e' un'esplosione di musica con le casse che vanno a palla e la polizia che si tiene in disparte. Il palco e' pronto per il concerto che si terra' in serata. C'e' Joseck Asixoye, batterista del gruppo che suonera'. Dall'alto della sua postazione guarda il corteo che pian piano va a riempire il prato. 'Credo in quello che il Forum puo' fare - dice -. Ho pubblicato un cd che si chiama Mayosi, melodie di cambiamento: People voice. Voce del popolo. Di che cosa ha bisogno l'Africa? Di sradicare la poverta', di sconfiggere l'Aids. Che poi sono le facce di una stessa medaglia. Ma c'e' bisogno anche di annientare la corruzione che purtroppo dilaga perche' tanti soldi dati per i progetti spariscono. Servono leader coscienziosi e buone politiche. Speriamo nelle prossime elezioni. Sono vicine'.    

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