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18.01.2007

73// Idee_Pensando a Nairobi

di Monica Donini, Presidente Assemblea Legislativa Emilia-Romagna

 


Parto da questo semplice proverbio africano per spiegare in poche righe le grandi aspettative e responsabilità che mi hanno portato, come donna e come Presidente, a partecipare alla delegazione che dall’Emilia-Romagna andrà al settimo Social Forum mondiale, quello di Nairobi.
Ciò che il cuore desidera ardentemente mette le gambe in movimento: un movimento composto di uomini e donne, enti locali e associazioni, partiti e rappresentanti del governo che insieme decidono di discutere dei problemi del mondo, di parlare e di creare progetti con e da quell’Africa che sembra così lontana, ma che con noi condivide quel Mare Nostrum carico di sogni e di speranze.
Partecipare è quindi per me un dovere, un modo di realizzare ciò che “il cuore” di tante e tanti cittadini desiderano e hanno affidato a noi come Istituzione, o meglio con noi condividono. Abbiamo la responsabilità di rimuovere le cause dell’ingiustizia sociale e i loro effetti. E l’Africa è il luogo dove ogni giorno vi è la massimizzazione dell’ingiustizia sociale, che si riproduce per chi ci vive in una quotidianità fatta di violenza, di fame, di guerra, di esproprio di risorse e di ricchezza. La responsabilità di questa situazione ce l’ha chi vive in altri continenti nel mondo; e la consapevolezza che chi è responsabile del problema, deve responsabilizzarsi della soluzione è ciò che giustifica il mio, il nostro fare politica oggi. È ciò che ti consente di occuparti a pieno titolo del compito che il tuo essere nelle Istituzioni ti dà.
Finché la condizione di benessere (peraltro sempre meno garantito e sempre meno diffuso) in cui viviamo è un privilegio e non un merito, in quanto tale non si può difendere. Il merito è quello di godere di una qualità di vita che non si fonda sul disagio e sulla disperazione di altri, ma sulla capacità di essere in equilibrio con il mondo, che si possa estendere dal nord al sud dello stesso.
Come membri della Presidenza del Coordinamento Enti Locali per la Pace e i Diritti Umani crediamo che parte di questo processo passi dalla cooperazione decentrata, da progetti di microcredito, dalla diplomazia dal basso che si fonde e si coordina con quella delle istituzioni.
Termino come ho iniziato con parole dall’Africa, perché andremo e andrò lì soprattutto per ascoltare la voce degli africani, delle tante e diverse Afriche che compongono questo misterioso e affascinante continente: “A poco a poco, "poco" diventa di piu” (proverbio Bambara: Costa d'Avorio). Un giorno, con l’impegno di tutti noi, un altro mondo sarà possibile, e in quel mondo ci sarà anche un’Africa nuova.

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