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18.01.2007

74// A Nairobi si presenta un altro modello di sviluppo

di Fair

 

A poche centinaia di chilometri dalla guerra somala, in un paese come il Kenya laboratorio negli anni '80 e '90 delle liberalizzazioni imposte da Banca Mondiale e Fondo Monetario Internazionale, oltre 150mila delegati si incontreranno per il 7° Forum Sociale Mondiale. Dopo Bamako, in Mali, nel gennaio 2006, oggi Nairobi diventa la capitale dell'altro mondo possibile, nel tentativo di connettere le reti dei movimenti sociali africani, come ROPPA che coordina oltre 35 milioni di contadini, con le agende politiche dei movimenti mondiali.
Tutela dei beni comuni, diritti umani, alternative economiche, diversi temi uniti nell'obiettivo di costruire una globalizzazione dei diritti che sappia fare da contraltare alla globalizzazione delle imprese, troppe volte non controbilanciata da adeguate norme giuridiche internazionali per la tutela dei diritti del lavoro, dell'ambiente e delle comunità. [fair] sarà presente a Nairobi anche per questo. Per dare il proprio contributo alla costruzione di esperienze alternative, di filiere pulite assieme alle altre componenti di quel movimento che ha saputo attualizzare le proposte generali in alternative concrete. Tre momenti di incontro ed una pagina dedicata con diversi interventi sul tema (http://www.faircoop.it/nairobi2007.htm).
"Essere in Africa per noi significa rimettere al centro gli obiettivi e le esigenze dei movimenti contadini africani, che parlano di sovranità alimentare e di giustizia sociale" dice Alberto Zoratti delegato di Fair al Forum Sociale di Nairobi. "Dopo Bamako in Mali e il lavoro che abbiamo sviluppato in questi anni sul cotone e sulla Wto (http://www.faircoop.it/attivati.htm) è necessario riprendere in mano la questione della liberalizzazione dei mercati africani, che con gli Accordi di Partenariato Economico che si stanno negoziando tra UE e paesi ACP ex colonie rischia di mettere in crisi intere economie e la vita di milioni di persone".
Consolidare la rete su progetti concreti che abbiano come obiettivo il cambiamento degli stili di vita, il lavoro per un altro modello di sviluppo può ripartire. Anche dall'Africa.

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