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18.01.2007

70// Vicenza: Grave errore di Prodi

di Irene Panozzo Lettera 22, Il Manifesto

 

La decisione del governo di dare il nulla osta all’allargamento della base americana di Vicenza è un errore e una contraddizione preoccupante. È’ questo il giudizio espresso sulla vicenda da Paolo Seventi, segretario generale della Federazione nazionale della Stampa(Fnsi), e Flavio Lotti, coordinatore della Tavola della Pace. L’occasione per commentare la vicenda di Vicenza l’ha offerta la presentazione, ieri a Roma nella sede della Fnsi, del programma della delegazione italiana al prossimo Forum sociale mondiale, in programma dal 20 al 25 gennaio a Nairobi, in Kenya.

Il primo a commentare con disappunto le decisioni dell’Esecutivo è stato Serventi Longhi.”il Forum di Nairobi”, ha raccomandato alla stampa presente, “è un’occasione da seguire in modo serio e appassionato. Certo la delegazione italiana parte portandosi dietro tutte le contraddizioni di un Paese che è confuso sui temi della pace.”. E la contraddizione maggiore , secondo il segretario generale della Fnsi, è proprio quella che riguarda la base di Vicenza. “E’ curioso e allo stesso tempo preoccupante che un governo che solo pochi mesi fa ha deciso il ritiro delle truppe italiane dall’Iraq dia ora il suo benestare al raddoppio di una base militare da cui partiranno aerei destinati a partecipare a quella stessa guerra”.

Ancora più duro Flavio Lotti, secondo cui l’assenso di Prodi all’allargamento della base di Vicenza “è un gravissimo errore da correggere al più presto”. La Tavola della Pace non si è però limitata a bocciare la decisione. Ma ha rilanciato, inviando al governo una lettera aperta con una serie di domande sulla vicenda. “A cosa serve la base? In quali strategie militari si inserisce?”, ha chiesto Lotti presentando i quesiti per l’esecutivo.
“Chi comanderà il Pentagono o l’Onu? E quali missioni militari sosterrà,” ha continuato poi,”quelle autorizzate dall’Onu, atte a garantire la legalità internazionale o quelle degli Stati Uniti che quella legalità violano, come è successo in Iraq e più recentemente in Somalia?” .
E proprio prestando un occhio al continente africano (“si dice che uno degli obiettivi della base possa essere l’Africa”, ha sottolineato Lotti), dalla vicenda della base di Vicenza l’attenzione di tutti si è spostata sui temi che saranno trattati a Nairobi. Dove, secondo gli organizzatori, i protagonisti saranno le persone, e i loro diritti di base - alla salute, all’istruzione, all’acqua, alla casa – spesso negati in Africa come in altri continenti. Nei seminari che si terranno nello stadio di Kasarani, a Nairobi, e negli appuntamenti organizzati nelle bidonville della capitale keniana anche grazie alla collaborazione del network italiano raccolto attorno alla Tavola della Pace “si cercherà di elaborare alternative politiche e di farle avanzare in concreto”, ha sottolineato ancora Lotti.

L’Italia sarà ben rappresentata. Non ci sarà infatti solo la delegazione coordinata dalla Tavola della Pace e dal Coordinamento nazionale degli enti locali per la pace. Molti saranno i partecipanti in arrivo a nome di organizzazioni non governative, sindacati, enti locale e testate giornalistiche. Una partecipazione importante, anche perché l’Italia, grazie ai 300mila dollari dati dal Ministero degli affari esteri e ad altri 100mila raccolti tra gli enti lo cali italiani, ha finanziato quasi per un quarto il budget del primo Forum mondiale in Africa. Tra le iniziative organizzate per i cinque giorni del Forum anche la maratona finale attraverso gli slum. Punto di partenza Korogocho, una della più famose e disperate bidonville dell’Africa. “ La maratona”, ha detto in collegamento telefonico da Nairobi Daniele Moschetti, padre comboniano che a Korogocho vive e opera, “non è importante solo dal punto di vista sportivo. È prima di tutto una maratona per i diritti umani. E quindi per la dignità delle persone.”

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