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16.01.2007

54// Politica estera e informazione: ora di cambiare!

di Flavio Lotti e Giuseppe Giulietti

 

L’attacco di Berlusconi alla politica estera del governo Prodi ha scatenato un dibattito che ci deve preoccupare. Esso rivela il grande distacco della politica non solo dalla gente (come recentemente denunciato dal Presidente della Repubblica) ma anche dalla realtà del mondo in cui siamo immersi. C’è ragione di essere preoccupati perché mentre alcuni politici e commentatori discutono di anacronistici ideologismi e di alleanze pericolose ben pochi si preoccupano di affrontare seriamente i grandi problemi internazionali che ormai ci minacciano sempre più da vicino. Miseria, ingiustizie, disuguaglianze, emergenze climatiche, degrado ambientale, guerre, terrorismo, migrazioni, disordine internazionale, violazioni dei diritti umani: dove sono nel dibattito italiano di questi giorni? Inutile cercarli. Non ci sono oggi come non ci sono quasi tutti gli altri giorni dell’anno. Il grado di irresponsabilità, di impreparazione, di approssimazione rivelato anche in questa occasione da una parte consistente del mondo politico è impressionante. Ma anche quello dei media non è da meno. Possibile che non esista un altro modo per affrontare il giusto dibattito sulla politica estera e sul ruolo del nostro paese nel mondo? Filoamericana o antiamericana? Discutiamone pure. Ma possibile che non ci siano anche altri criteri per giudicare la bontà e soprattutto l’efficacia della politica estera del nostro paese? Possibile che non si sviluppi un vero confronto sul merito, sui problemi e sulla serietà delle soluzioni proposte da ciascuna parte politica? E ancora: possibile che questo dibattito si debba fare esclusivamente tra politici, ex ambasciatori, presunti esperti e commentatori politici? Perché continuano ad essere esclusi i tanti responsabili di associazioni, movimenti, enti locali che, con la loro valanga di iniziative concrete, sono i migliori ambasciatori dell’Italia nel mondo? Perché continuare ad imporre il silenzio a centinaia di persone impegnate tutti i giorni ad affrontare i grandi drammi umani del nostro tempo?
 
A qualcuno fa certamente comodo che si parli solo di filoamericani e di antiamericani. E che magari su questo si dividano gli italiani. Di certo non fa bene al nostro paese che si trova al centro di una regione carica di tensioni e problemi irrisolti e che vanno estendendosi e aggravandosi proprio a causa dell’assenza di una politica internazionale adeguata. Verrebbe da gridare: sveglia! Apriamo gli occhi sulla realtà. Non perdiamo altro tempo. Sfidiamoci sulla capacità di proporre e realizzare soluzioni concrete invece di sprecare tempo e denaro in chiacchiere inconcludenti. Una politica e un’informazione così misera e imbalsamata ci porta dritti al disastro. Apriamo gli occhi: il tempo che ci sta dinnanzi si sta riducendo rapidamente e le soluzioni di ieri potrebbero non bastare domani.
 
Un’occasione immediata per cambiare e riflettere seriamente sulla nostra politica estera ce la sta regalando l’Africa. Sì nientedimeno che l’Africa: il continente dimenticato per eccellenza, il più disprezzato, il più sfruttato e depredato del mondo. L’Africa: quel luogo che a Natale ci commuove e ci fa diventare tanto buoni. Sì l’Africa che dal 20 al 25 gennaio ospiterà per la prima volta il Forum Sociale Mondiale: un grande incontro della società civile mondiale impegnata a fronteggiare i grandi problemi del nostro tempo promuovendo la globalizzazione della giustizia, dei diritti umani, della solidarietà e della democrazia.
 
Il Forum che tra pochi giorni accoglierà a Nairobi in Kenya decine di migliaia di persone di ogni parte del mondo e, tra queste, oltre 500 italiani, associazioni, enti locali e giornalisti è un avvenimento senza precedenti, un’occasione da non perdere.
 
Per questo rilanciamo ancora una volta l’invito a tutti i responsabili dell’informazione e della comunicazione, pubblici, privati e indipendenti, ad aderire alla Settimana per l’Africa e gli africani in programma dal 20 al 25 gennaio 2007. Gli chiediamo di definire spazi, trasmissioni, speciali, interventi nei programmi in palinsesto capaci di illuminare il Forum Sociale Mondiale di Nairobi ma anche la realtà poliedrica di questo immenso continente, le sue risorse culturali, naturali ed economiche, le dimensioni reali delle sfide che devono essere affrontate.
 
Chiediamo di dare voce agli africani e alle africane che sono impegnati con creatività e coraggio a risolvere i tanti problemi aperti e di riflettere sulle soluzioni possibili mettendo a confronto i responsabili, i politici, la società civile, chi sta facendo qualcosa di buono e chi sta comodamente seduto sui problemi fingendo di non saperlo.
 
Alcuni media hanno già raccolto questo appello e saranno presenti a Nairobi. Altri potranno farlo in questi giorni contribuendo così a migliorare non solo la qualità dell’informazione ma anche la coscienza, il dibattito politico e l’azione internazionale del nostro paese. Non per buonismo ma per lungimiranza e realismo politico.
 

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