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31.12.2006

26// Una maratona contro la miseria

di Ips

 

Al prossimo Forum Sociale Mondiale (FSM) di Nairobi 2007, a gennaio, vedremo probabilmente molti delegati correre su e giù tra le diverse iniziative previste. Ma qualcuno potrebbe anche essere visto mentre corre per un evento particolare: la "Maratona per i diritti fondamentali: Un altro mondo è possibile anche per gli abitanti degli slum".

"Un altro mondo è possibile", lo slogan ufficiale del forum. Si prevede che circa 10.000 residenti delle diverse baraccopoli del paese correranno al fianco dei concorrenti provenienti dagli slum di altri paesi, con l'intento di convincere i governi a migliorare le condizioni di vita di questi insediamenti. Secondo UN Habitat, circa un miliardo di persone in tutto il mondo vive oggi in insediamenti 'informali', di cui la maggior parte in Asia, Africa e America Latina.

La maratona, lunga 14 chilometri, partirà da Korogocho, uno slum nella zona est di Nairobi, per poi snodarsi attraverso le strade della città e arrivare fino al parco Uhuru. Tegla Lorupe e Paul Tergat, acclamati a livello internazionale come corridori della maratona dal Kenya, saranno tra i partecipanti lungo la linea di partenza.

"Vogliamo mandare un messaggio di speranza per le popolazioni delle baraccopoli, che un altro mondo libero e giusto è possibile, anche per gli abitanti degli slum", ha detto all'IPS Danielle Moschetti, tra gli organizzatori dell'evento."La maratona serve a ricordare ai governi che i problemi degli slum devono essere presi seriamente in considerazione, e che i leader non devono voltarsi dall'altra parte, mentre le condizioni negli slum continuano a deteriorarsi. La gente è stanca delle parole, e vuole i fatti". Moschetti è responsabile della Chiesa cattolica di Korogocho, che fa parte di Exodus Kutoka, una rete di 15 parrocchie cattoliche che lavorano nei diversi slum di Nairobi. La maratona è stata organizzata da Exodus Kutoka insieme alla Kenya Land and Housing Coalition, un gruppo di organismi non governativi che si occupano delle questioni relative alla terra e agli insediamenti.

A Nairobi ci sono ben 199 baraccopoli, ad alta densità di popolazione e con una grave carenza di servizi di base. Tra gli esempi più significativi vi è Korogocho, che significa "confusione" nella lingua dei Kikuyu, uno dei maggiori gruppi etnici del Kenya. Negli 1,5 chilometri quadrati di terra che costituiscono questo insediamento sono stipate circa 120.000 persone. Come per la maggior parte degli altri slum, gli alloggi sono delle baracche fabbricate con fango e lamiere, separate tra loro solo da stretti viottoli che servono anche da fognature e canali di scolo. Gli insediamenti diventano quasi impraticabili durante la stagione delle piogge, quando anche le acque di scolo scorrono fin dentro le baracche, con gravi pericoli per la salute. Le montagne di immondizia e gli scarsi approvvigionamenti d'acqua comportano poi ulteriori rischi sanitari.

I gruppi di sostegno dei diritti umani hanno accusato le autorità di essere troppo deboli nei loro sforzi di migliorare le condizioni nelle baraccopoli.

"Il governo non sembra essere stato molto chiaro sull'approccio da utilizzare. Ha pianificato dall'alto, ignorando totalmente la realtà sul campo", ha detto Boaz Waruku, dirigente allo Shelter Forum, che riunisce le organizzazioni che si occupano di alloggio e questioni connesse.??Queste accuse vengono sostenute dai residenti di questi insediamenti. "Siamo noi che viviamo qui, e sappiamo ciò di cui abbiamo bisogno. Conosciamo esattamente i punti critici, e non vogliamo che il governo ci imponga le sue strategie. Vogliamo essere parte integrante dei piani del governo che riguardano i nostri insediamenti", ha osservato Mwangi Mwaniki, residente a Korogocho. Ma le autorità dicono di consultarsi con gli abitanti degli slum, e parlano di progressi nel migliorare queste comunità. In un'intervista all'IPS, Betty Tett, vice ministro per l'alloggio, ha parlato della costituzione del Kenya Slum Upgrading Programme. Lanciata nel 2004, questa iniziativa è gestita insieme ad UN-Habitat, e punta a costruire abitazioni permanenti per gli abitanti degli slum, fornite di acqua pulita. Al momento si sta realizzando a Kibera, la baraccopoli più ampia del Kenya, che ospita più di 700.000 persone, ma il programma dovrebbe partire anche in altri insediamenti informali."È un programma esteso a tutta la nazione, che migliorerà la vita non solo dei residenti di Kibera, ma anche di tutti gli insediamenti informali in Kenya", ha detto Tett. Alcuni sostengono che migliorare la vita negli slum richieda più sforzi che costruire alloggi permanenti e provvedere all'igiene, che sono dei servizi essenziali. Di cruciale importanza, sostiene Moschetti, è creare opportunità di lavoro per gli abitanti degli slum, in particolare i giovani. "La maggioranza dei giovani delle baraccopoli è disoccupata, e perciò corre maggiormente il rischio di finire coinvolta in attività criminali. La rabbia dei giovani aumenta quando ci sono scarse opportunità, e diventa una bomba a orologeria". È stato anche detto che sono necessari degli sforzi per permettere ai giovani di guadagnarsi la vita nelle zone rurali, per prevenire la migrazione dalle campagne alle città, che comporta la crescita degli slum. In tal senso, ci sono stati anche degli appelli per aumentare la fornitura dei servizi nelle regioni periferiche. All'inizio di quest'anno il governo ha creato un "Fondo d'impresa per i giovani", che dovrebbe diventare operativo a breve, a seguito di un decreto presidenziale della scorsa settimana. Grazie a questo fondo, i giovani del Kenya riceveranno dei finanziamenti per la creazione di imprese. Ma ci sono forti timori di possibili frodi. "Come facciamo a sapere che il denaro verrà consegnato in modo democratico, e che verrà usato per gli scopi ai quali è destinato, vista la corruzione diffusa nel paese?" chiede il 20enne Paul Ange'la, abitante di Korogocho.

Al FSM, dal 20 e al 25 gennaio 2007, è prevista la presenza di circa 150.000 delegati. Per la prima volta un paese africano ospiterà da solo l'evento.Convocato per la prima volta nel 2001 nella città brasiliana di Porto Alegre dalle organizzazioni della società civile, il forum si è poi trasferito a Mumbai, India, nel 2004, e si è articolato attraverso diversi altri eventi nel corso di quest'anno: nella capitale maliana di Bamako; a Caracas, Venezuela, e nel centro finanziario pakistano di Karachi. Il FSM è stato fondato in contrapposizione al Forum economico mondiale (WEF), che si svolge in contemporanea nella cittadina svizzera di Davos. Mentre il WEF riunisce i leader del mondo politico e degli affari, il FSM è frequentato soprattutto dai rappresentanti della società civile che rifiutano la globalizzazione nella sua attuale espressione.

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