NEWS

> Torna alle News


06.12.2007

257// Gli obiettivi della conferenza internazionale “Resources and conflicts in Africa”.

di Renato Kizito Sesana


 

Negli ultimi dieci anni le guerre tra gruppi locali per il controllo delle risorse, complicate ed esacerbate da interessi esterni, hanno toccato, direttamente o indirettamente, le vite di piu’ della meta’ delle popolazioni africane. Tuttavia, le spiegazioni date dai media europei di questi conflitti spesso sono parziali, se non addirittura fuorvianti. Il primo caso che viene in mente e’ quello del Sudan: per vent’anni la stampa internazionale - anche la piu’ qualificata - ha presentato il conflitto sudanese come “una guerra fra il Nord musulmano e il Sud animista e cristiano”. Quasi uno slogan, ripetuto ad oltranza in ogni articolo. Ma che sottindendeva una spiegazione della guerra sudanese a dir poco insufficiente e, se presa alla lettera, totalmente sbagliata.
A Nairobi, in Kenya, dal 6 all’8 dicembre, la “Conferenza internazionale sulle risorse e i conflitti in Africa” cerca di rispondere all’esigenza di un’informazione approfondita e corretta sul continente africano. Per la prima volta saranno esperti africani a spiegare a una settantina di giornalisti italiani le ragioni profonde dei conflitti in Africa. Si tratta di accademici, giornalisti, esperti di comunicazione africani che hanno giocato ruoli di primo livello nei processi di pacificazione e nella comprensione dei conflitti che hanno interessato il loro continente negli ultimi decenni. Come il professor Ernest Wamba-dia-Wamba, uno dei autorevoli accademici e teorici africani, coinvolto nella lunga ricerca di pace e stabilita’ nella Repubblica democratica del Congo. O come Lazarus Sumbeiywo, uno dei principali mediatori dell’iniziativa di dialogo fra le fazioni sudanesi a Naivasha, culminato nell’accordo di pace tuttora in vigore in Sudan. Ma ci sara’ anche chi sta vivendo in prima persona i tentativi per affrontare la crisi in Somalia, che ha generato negli ultimi mesi quasi un milione di sfollati e il conflitto che interessa il delta del Niger.
L’obiettivo e’ stimolare i giornalisti di tutto il mondo a rifuggire gli sterotipi sull’Africa, e a descrivere quello che succede in questo continente in modo sempre piu’ corretto. A organizzare la conferenza, presso la Shalom House di Nairobi, sono Koinonia e Africa Peace Point, due organizzazioni non profit kenyane che lavorano nell’ambito dello sviluppo, dei diritti umani e della mediazione nei conflitti. I responsabili di queste due organizzazioni hanno scelto il tema dei conflitti e delle risorse - o piuttosto delle guerre che nascono dalla lotta per l’accaparramento delle risorse - perche’ sono convinti che questo sia uno dei temi fondamentali e allo stesso tempo uno di quelli che non e’ spiegato sufficientemente bene all’opinione pubblica al di fuori dell’Africa.
Shalom House, il luogo dove si svolge la conferenza, è una casa nata al servizio di coloro che intendono incontrare, conoscere e studiare le realtà africane. Qui ha sede anche un centro di documentazione per l’analisi dei conflitti, per la pace e lo sviluppo, oltre che gli uffici di Africa Peace Point, un’organizzazione che negli ultimi anni ha messo a disposizione le proprie competenze per la mediazione nei conflitti sia a livello locale, qui in Kenya, che in altri Stati africani. Nei tre giorni della conferenza i relatori condivideranno tutto il loro tempo con gli ospiti, nell’ottica di un confronto che indende andare oltre la mera lezione accademica. Nella certezza radicate nella cultura africana che l’informazione per diventare comprensione dell’attualita’ e delle sue cause profonde debba passare attraverso l’incontro e la relazione umana.

> Scrivi un Commento
Letto 2502 volte