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03.09.2007

238// Chiediamo pace con l’Africa

di Padre Kizito

 

“Pace e’ una parola dai mille significati. Secondo me in Africa se parliamo di pace dobbiamo dare dei contenuti molto concreti: “pace” significa che i miei figli possono mangiare a sufficienza, vivere in una casa pulita, andare a scuola, ricevere cure mediche quando ne hanno bisogno. Che sono i diritti umani fondamentali. Se questo avviene ci può essere pace. Se no, pace e’ una parola senza senso”, dice Mike Ochineg, il promotore della marcia della pace di Nairobi.
Le zone urbane del Kenya sono ricche di contraddizioni che balzano agli occhi anche del visitatore occasionale: il Kenya e’ nei primi cinque paesi nella classifica della più grande divisone di reddito fra ricchi e poveri. La classe media sta rapidamente sparendo e la popolazione e’ sempre più polarizzata in due segmenti: il dieci per cento di privilegiati e, al livello più basso, ben il sessanta per cento che vive in miseria ed e’ continuamente incoraggiato a lavorare duro per generare una ricchezza che non potrà mai condividere.
Quest’anno, nel tentativo di approfondire la comprensione di questa divisione e di stimolare le strutture governative locali e nazionali a rispondere ai bisogni e aspirazioni del segmento di popolazione più povero, la marcia della pace e le attività connesse hanno come tema “Verso una comunità più inclusiva”. I tradizionali organizzatori, Africa Peace Point e Koinonia Community, considerando che prima della fine di quest’anno ci saranno le elezioni presidenziali e parlamentari, si sono impegnati affinché la marcia sia usata non solo come piattaforma per mobilitare le comunità più marginalizzate, ma, ancor più importante, per rendere le elezioni più significative per la loro vita quotidiana. Infatti le attività che accompagnano la marcia vogliono contribuire a rendere le scelte elettorali dei marginalizzati più informate e quindi più consapevoli, e vogliono far si che i candidati si sentano più responsabili di fronte al loro elettorato. Questa marcia vorrebbe essere un passo avanti per rendere il tessuto economico, sociale e politico di Nairobi più inclusivo.
Nessuno a Nairobi può dimenticare che il World Social Forum nel gennaio di quest’anno si e’ aperto con una marcia che partendo da Kibera, lo slum più popoloso nell’Africa Subsahariana, ha raggiunto il centro città. Una marcia che si e’ svolta, contrariamente alle previsioni, con grande ordine e partecipazione popolare, sfatando il mito che fa di Kibera sinonimo di violenza.
Il tema della marcia di quest’anno riflette anche la problematica dell’ esclusione di gran parte dei cittadini dai vantaggi economici derivanti dallo sfruttamento delle risorse naturali, un tema che verrà approfondito nella conferenza internazionale che si terrà sempre a Nairobi in dicembre.
Fino dalla sua fondazione nel 2000, Africa Peace Point ha coinvolto Koinonia nella organizzazione della Marcia Internazionale della Pace, che si tiene in coincidenza con la Giornata della Pace proclamata dalle Nazioni Unite. La marcia, svoltasi nei primi tre anni in tono minore nei quartieri di Riruta, Kawangware e Kibera soprattutto con la partecipazione dei bambini di strada - e di tutto il popolo della strada - e’ lentamente diventata un importante evento annuale gestito in collaborazione con altre iniziative di pace, locali e internazionali. Iniziative che hanno in comune il desiderio di far crescere un mondo in cui la gente si organizza per emanciparsi da tutte le forme di oppression, nel rispetto delle differenze, per la crescita di una cultura di convivenza e di pace.
Quest’anno la Marcia della Pace di Nairobi vede anche crescere la collaborazione con la Marcia Perugia – Assisi, che si terrà in Italia il prossimo 7 ottobre. Le due marce diventeranno idealmente un unico evento, insieme all’Assemblea dell’Onu dei Popoli e alla conferenza su “Risorse e Conflitti in Africa” che si svolgerà dal 6 all’ 8 dicembre, ancora a Nairobi. Il tema della marcia di Nairobi, mentre attira l’attenzione sulle particolarità del panorama sociale Keniano, localizza anche il tema della marcia Perugia–Assisi: “Tutti i diritti umani per tutti”.

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