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14.08.2007

233// E domani riparto...

di Padre Daniele Moschetti

 

Eh sì…domani riparto!! E’ arrivato di nuovo il tempo di ripartire. Si rifanno le valigie e con esse si cerca di fare un po’ il punto della situazione….3 mesi qui in Italia! Ho incontrato tanti di voi, la mia famiglia, parenti, amici e incontrato nuovi amici. Mi scuso con chi invece non sono riuscito a vedere di persona.
E’ stata un’esperienza unica e straordinaria!! Un’immersione totale dentro la realtà italiana, da Bolzano a Palermo, da Udine a Torino. Uno spaccato sociale, politico, economico e religioso stupendo e stridente allo stesso tempo. Il tutto proponendo uno spettacolo/testimonianza “People United for a New Korogocho!” e moltissimi incontri di vario tipo con i nostri giovani di Korogocho. Per molti di loro era la prima volta in Europa. Per i 18 giovani e adulti di Korogocho è stata sicuramente un’esperienza indimenticabile per molte ragioni e spero che il loro impegno e coscienza nella nostra baraccopoli possa crescere con il nostro popolo. L’obiettivo per noi di Korogocho era un “exchange programme”, cioè un programma di scambio culturale incontrando categorie sociali della nostra Italia: giovani, adulti, genitori, anziani, detenuti in carceri minorili, comunità, preti, parrocchie, immigrati, comuni e province, ministri e sindaci, università, maestri, professori e docenti e tanti altri.

ALCUNI NUMERI

8.000 Km di viaggio
45 giorni di tournee
3 furgoni
21 persone viaggianti
4 volontari amici a sostegno
19 tappe
50 città e paesi visitati per spettacoli e incontri vari
18 regioni italiane toccate (Sardegna e Val d’Aosta escluse)
31 incontri nelle scuole medie e superiori
10 incontri nelle università italiane
2 convegni a Roma sui temi delle discariche e del debito internazionale
22 spettacoli/testimonianza
2 visite a carceri minorili
3 partite di calcio e tornei con immigrati e amministratori comunali e provinciali
14 incontri in parrocchie e concelebrazioni
8 comunità religiose e missionarie accoglienti
2 pernotti in ostelli della gioventù
14 incontri con sindaci, presidenti provincia, giunte e parlamentari
2 incontri con ministri di governo
Conferenze stampa e interviste con tv e radio e diversi articoli locali e nazionali

Il risultato è andato oltre ogni aspettativa. Davvero posso e possiamo dire che abbiamo centrato ciò che ci prefiggevamo: far emergere un’Africa dal volto vitale, con i suoi colori, tradizioni e voglia di futuro. Ma anche una Korogocho che è sì una dei tanti sotterranei della Storia ma che ha tanti talenti e voglia di lottare per i propri diritti, difendere le proprie comunità e proporre qualcosa di vero e autentico della propria cultura entrando in dialogo con una “cultura dominante”. Condividendo la gioia, l’allegria, l’entusiasmo che dovunque siamo stati sono diventati contagiosi per le migliaia e migliaia di persone incontrate. Una novità per molti, una conferma per noi che ci lottiamo e viviamo quotidianamente dentro situazioni a volte assurde ma alle quali non manca mai la Speranza di un domani, di un’Africa e un Mondo migliore.
Ed è proprio questo slogan del World Social Forum 2007 svoltosi proprio a Nairobi a Gennaio 2007 che ci ha accompagnato nei vari incontri avuti nelle scuole superiori, università e spettacoli/testimonianza. “Un altro mondo è possibile anche per i baraccati!!” è ciò che abbiamo adattato alla nostra realtà di baraccopoli, una delle più di 200 slums/baraccopoli di Nairobi ma oltre 200.000 nel mondo. Cioè più di 1 miliardo di persone vive in queste condizioni soprattutto nel Sud del mondo. Dal 2007 già metà della popolazione mondiale vive nelle città: soprattutto nelle baraccopoli. Una realtà che ci impegna a mettere tutte le nostre capacità, idee, visioni e intelligenze al servizio di un mondo che sempre più si urbanizza ma che crea molti squilibri che devono essere presi seriamente se non vogliamo andare alla deriva sociale, economica, culturale, religiosa e morale.
E mi vengono in mente le parole chiare, direi chiarissime e profetiche di Papa Paolo VI, nell’enciclia Populorum Progressio nel lontano 1967:

….Quando tanti popoli hanno fame, quando tante famiglie soffrono la miseria, quando tanti uomini vivono immersi nell’ignoranza, quando restano da costruire tante scuole, tanti ospedali, tante abitazioni degne di questo nome, ogni sperpero pubblico o privato, ogni spesa fatta per ostentazione nazionale o personale, ogni corsa estenuante agli armamenti diventa uno scandalo intollerabile.
Noi abbiamo il dovere di denunciarlo! Vogliano i responsabili ascoltarCi prima che sia troppo tardi! Populorum Progressio, n. 53, Paolo VI, 1967


Parole che ho usato moltissimo nei tantissimi incontri avuti e negli spettacoli. Un documento intenso e vibrante di profezia e di luce. Vi invito a leggerlo di nuovo e meditarlo così che possiamo sentirne la necessità di operare insieme a tanti cristiani e gente di buona volontà ad impegnarsi davvero per un mondo diverso, un mondo più fraterno e giusto per tutti, specialmente per i poveri e gli impoveriti che sono ormai miliardi.

PRIMA CHE SIA TROPPO TARDI !!

Era un invito e un monito a guardarsi intorno e vedere i segni dei tempi che ci parlavano già chiaramente ma che non abbiamo voluto vedere e infatti stiamo distruggendo la terra e saccheggiando le sue risorse. Infatti oggi abbiamo urgentemente bisogno di guardarci onestamente intorno e vedere quali sono i segni dei tempi di oggi!!
Vorrei così darvi l’opportunità di leggere due brevi notizie che mi avevano colpito molto qualche giorno dopo il mio arrivo. Lo sapevo già ma questa è stata un’ulteriore conferma del senso di “impotenza” che la maggioranza di noi vive nei confronti di queste notizie così devastanti e allo stesso tempo così lontane da un’azione dove le “persone comuni” possano esprimere davvero tutta la loro creatività, un cambio di stile di vita, un “impegno politico concreto”. Nel documento che ho citato ci sono dei passaggi importanti anche riguardo alle nostre responsabilità come singoli cittadini, famiglie, cristiani e chiese. Queste sono due notizie tra i tanti segni dei tempi. Erano poi scritte non su giornali di “sinistra o specializzate” ma su Famiglia Cristiana, rivista molto comune a molte famiglie:

L’INDUSTRIA DEI CANNONI HA FATTO BOOM
Si tratta di un vero e proprio boom. Che fa discutere. Nel 2006 il valore complessivo delle esportazioni autorizzate di materiale bellico made in Italy è stato di 2.192 milioni di euro (era di 1.360 milioni nel 2005, pari a più 61,12%). Lo rende noto l’annuale rapporto al Parlamento del Governo.
A trainare l’industria della difesa è stata la scelta della US Navy di acquistare 23 elicotteri italiani EH101 opportunamente modificati per la nuova flotta della Casa Bianca. Agusta Westland, la società di Finmeccanica che li costruisce, guida la classifica export. Seguono Alenia Aeronautica, Oto Melara e Avio. “E’ preoccupante constatare che vendiamo armi in Medio Oriente e ad altri Paesi, come gli Emirati Arabi Uniti o la Nigeria, dove si combatte o dove vengono calpestati i diritti umani” denuncia Massimo Paolicelli, della Rete Italiana Disarmo: “Il boom s’accompagna all’inesistente volontà politica di percorrere la via della riconversione dell’industria bellica.” E la rivista Altreconomia rileva che è ancora San Paolo-IMI la regina delle “banche armate”, nel 2006 sui suoi conti sono transitati ben 446 milioni di euro il frutto di transazioni internazionali per la compravendita di armi.
(Alberto Chiara , Famiglia Cristiana n. 15, 15 Aprile 2007)

IL PIANETA TERRA SEMPRE PIU’ CALDO
Carestie, siccità, alluvioni, scomparsa di specie di animali e vegetali, aumento di malattie infettive e respiratorie. Sono queste le conseguenze più gravi dell’aumento della temperatura media globale. Basterà, nei prossimi anni, un innalzamento di 1,5 – 2,5 gradi rispetto alle temperature attuali per trovarci di fronte a uno scenario devastante. L’allarme arriva dal Rapporto del Panel intergovernativo sul cambiamento climatico (Ipcc).
La stesura del Rapporto ha richiesto un lungo negoziato per le obiezioni di Usa, Russia e Cina, tra i paesi maggiormente responsabili del surriscaldamento del pianeta. Ora toccherà ai governi intervenire. Tra i primi a reagire la cancelliera tedesca Angela Merkel, per la quale occorre “un’azione rapida e decisa della comunità internazionale”. (Renato Zichittella, Famiglia Cristiana n. 15, 15 Aprile 2007)

Penso anche a tante altre realtà/problematiche così lontane e così vicine che condannano l’umanità a ripiegarsi su sé stessa nonostante le tante risorse, tecnologia, energie e potenzialità:
debito estero, immigrazione, ingiustizia sociale a nord e a sud, droga e criminalità in aumento, mancanza di motivazioni di vita e relative malattie a nord e fame e miseria a sud, boom delle città a sud…..
Insomma tutti segni che ci invitano a non stare con le mani in mano ma ci spronano come cittadini e come cristiani alla riflessione e all’azione per continuare a CON-CREARE con Dio che ci ha donato questo immenso ma stupendo mondo. Un Mondo migliore è possibile!! Un’altra Africa è possibile!!

Questo è quello che abbiamo condiviso in più di 30 incontri nelle scuole superiori con tantissimi altri istituti e più di 10 università con migliaia di giovani italiani. Personalmente sono stato un po’ deluso da tanti incontri avuti con buona parte dei nostri studenti delle superiori. In generale molto superficiali, poca criticità, poca attenzione e rispetto, qualche volta anche gesti o parole offensive, massimo dello sforzo di partecipazione 2 o 3 domande. Credo che abbiamo molto da fare e rimboccarci le maniche nella scuola e nella nostra società italiana per camminare meglio e più concretamente con questa generazione di giovani di oggi. Hanno bisogno sicuramente molto più di testimoni di veri valori cristiani e umani che di maestri. Più che di belle lezioni tecnologiche (se ammettiamo che abbiamo migliorato la qualità dell’insegnamento….??!!) hanno bisogno di riscoprire che il loro insegnante/docente e genitore ha scelto di EDUCARE e non solo di INSEGNARE. C’è una bella differenza tra le due cose!!
Ci sono state situazioni e discorsi, domande e riflessioni che abbiamo condiviso con i nostri giovani di Korogocho che hanno mostrato che i nostri giovani italiani devono riscoprire la grinta, la passione nel fare le cose e nei rapporti veri, la criticità, il rispetto di sé stessi e degli altri, voglia di vivere, di sognare cose belle e utili per sé stessi e l’umanità, la semplicità e gettare le maschere. Abbiamo anche incontrato tanti giovani italiani molto in gamba ma a volte troppo spesso isolati rispetto alla massa per trovare la propria identità e continuare a resistere in un mondo che omologa tutti. Ho percepito messaggi “quasi cifrati” ma importanti dai giovani che chiedono compagni di viaggio credibili e veri con una visione piena della vita.
D’altronde il grande Don Lorenzo Milani, priore di Barbiana, già 40 anni fa scriveva sui nostri giovani. Li spronava a lanciarsi nell’avventura della vita con tanta passione. Mi piace mettere una sua frase soltanto per renderci conto che proprio in questo tempo ne abbiamo ancor più bisogno:

“…Non vedremo sbocciare dei santi finchè non ci saremo costruiti dei giovani che vibrino di dolore e di fede pensando all’ingiustizia sociale. A qualcosa cioè che sia al centro del momento storico che attraversiamo, al di fuori dell’angustia dell’ io, al di sopra delle stupidaggini che vanno di moda”
(Don Lorenzo Milani in Esperienze Pastorali, p.241, 1958)


In giro per l’Italia abbiamo percepito dalla gente comune e nelle scuole degli stereotipi generalizzanti sui poveri (Africa, immigrati, neri, barboni ecc.) che vorrei riassumere qui completandone in positivo ciò che invece la realtà dei poveri per me che ci vivo rappresenta:

Ottica dello spavento-pregiudizio Ottica dell’aspettativa-speranza

Il povero si arrangia Conosce l’arte del fai da te
(non mi riferisco al rubare…)
E’ impreciso Ha elasticità e tolleranza
E’ perditempo Ha il senso del tempo,
sa “sprecarsi” nei rapporti
E’ confusionario Sa celebrare la festa
Si intromette negli affari altrui E’ solidale
E’ sfaticato Non collabora con interessi e profitti altrui
Vive senza programma Sa accogliere l’imprevisto nel quotidiano
E’ servile E’ accogliente del diverso


Spero che in poche parole abbia dato una spiegazione delle diverse ottiche che ci orientano quando vediamo o discutiamo dei poveri. A volte davvero sembrano due mondi diversi che non riescono a parlarsi proprio perché c’è la “paura dell’incontro” da parte di chi non lo è. Ma ciò che è un altro segno dei tempi chiaro è che il muro tra ricchi e poveri in questo mondo si sta alzando!! E’ questo lo scandalo vero del 21 secolo….l’era tecnologica e avanzata dove però dimentichiamo la saggezza della vita.
Proprio per questo vorrei regalarvi una riflessione trovata da una mia amica, Marina di Morazzone, che mi ha mandato in una delle sue lunghe e profonde lettere che mi manda costantemente da 20 anni. E questo credo davvero che l’abbia vissuto sulla propria pelle in tutta la sua vita e nella sua malattia. Grazie carissima Marina!!! Asante sana!!


LE COSE CHE HO IMPARATO DALLA VITA

Ecco alcune delle cose che ho imparato dalla vita:
Che non importa quanto sia buona una persona, ogni tanto ti ferirà. E per questo, bisognerà che tu la perdoni.
Che ci vogliono anni per costruire la fiducia e solo pochi secondi per distruggerla.
Che non dobbiamo cambiare amici, se comprendiamo che gli amici cambiano.
Che le circostanze e l’ambiente hanno influenza su di noi, ma siamo noi responsabili di noi stessi.
Che, o sarai tu a controllare i tuoi atti, o essi controlleranno te.
Ho imparato che gli eroi sono persone che hanno fatto ciò che era necessario fare, affrontandone le conseguenze.
Che la pazienza richiede molta pratica.
Che ci sono persone che ci amano, ma che semplicemente non sanno come dimostrarlo.
Che a volte, la persona che tu pensi ti sferrerà il colpo mortale quando cadrai, è invece una di quelle poche che ti aiuteranno a rialzarti.
Che solo perché qualcuno non ti ama come tu vorresti, non significa che non ti ami con tutto se stesso.
Che non si deve mai dire a un bambino che i sogni sono sciocchezze: sarebbe una tragedia se lo credesse.
Che non sempre è sufficiente essere perdonato da qualcuno. Nella maggior parte dei casi sei tu a dover perdonare te stesso.
Che non importa in quanti pezzi il tuo cuore si è spezzato; il mondo non si ferma, aspettando che tu lo ripari.
Forse Dio vuole che incontriamo un po’ di gente sbagliata prima di incontrare quella giusta, così quando finalmente la incontriamo, sapremo come essere riconoscenti per quel regalo.



Credo che di “gente sbagliata” ne abbia incontrata diversa nella mia vita e soprattutto poveri che ho scoperto sempre più di avere il volto di Dio Padre. E continuo a fare questo esercizio di vita quotidianamente con la fatica e il sudore di ogni giorno, con i suoi successi e insuccessi, sofferenze e gioie, povertà e ricchezze, con la convinzione che Dio Padre e Gesù non mancano mai di camminare avanti a me, a noi come comunità povera ma contenta di stare al posto giusto, in una baraccopoli così disumanizzante ma piena di vita, di VITA quella Vera!! Quella che i nostri giovani di Korogocho hanno sprigionato sui palchi e negli incontri di questa bellissima Italia con tanta voglia di riscatto e affermazione dei tanti talenti che i poveri hanno e sanno condividere.

MOSES KIUNA


E’ uno di quei volti che vorrei ricordare per sempre. Uno di quelli che hanno lasciato il segno in me e nella mia vita ma anche in quella di molti della mia comunità cristiana e di Korogocho. Uno di questa “gente sbagliata” che di solito la gente comune ha paura di incontrare perché povera, perché vive in una baracca, una baraccopoli con un nome strano e che incute paura. Moses era un giovane uomo che ha dedicato la sua vita a Dio e alla sua gente. In maniera semplice, concreta, unica!! Moses aveva 39 anni nel giorno della sua morte e da più di 15 anni viveva a Korogocho. In una semplice baracca, fatiscente, a Grogon nella zona più povera della baraccopoli. Era la zona più malfamata e difficile. Dove ci stavano ladri, prostitute, anziani poveri nullatenenti, molti malati e tanti locali dove distillano il chang’aa, alcol locale che ti distrugge cervello e fegato.
Lui viveva lì e avrebbe potuto andarsene a vivere da qualche altra parte, in qualche altra baraccopoli. Eppure Moses aveva un segreto. A 23 anni aveva deciso di non sposarsi contro ogni logica della propria etnia e dell’Africa. Lui sapeva di essere malato di asma cronica e dura. Questa malattia l’aveva ricevuta come “dono” dalla discarica di Dandora che sovrasta la nostra chiesa di St.John e che condanna tutti noi a respirare diossina quotidiniamente. Aveva promesso a Dio e a sé stesso di non voler avere una moglie e figli suoi proprio perché era malato. Ma aveva promesso a Dio che lo avrebbe servito in tutto e per tutto come Lui avrebbe voluto. E così è stato!!
Moses era diventato due anni fa il nostro coordinatore di tutti i leaders della nostra comunità cristiana (72 leaders) e aveva un grande carisma su di loro dovuto dal fatto che era persona molto umile, cercava sempre la verità, rispettava tutti, parlava poco ma con grande saggezza e al tempo giusto. Era stimato da tutti. Era catechista e ministro straordinario dell’eucaristia e quando fu scelto era felice di questo dono. Lui era diventato”papà” di tanti bambini che lo cercavano sempre e la sua classe era sempre la migliore in frequenza e attenzione. Lui i bambini li cercava ad uno ad uno…specialmente i più difficili.

Non poteva lavorare molto fisicamente proprio per motivi di respirazione e affaticamento. Lui viveva la sua vita nella semplicità e a volte mi chiedevo come poteva andare avanti con quel poco che aveva. Era un mistero! Si accontentava di poco, molto poco. E con grande dignità non accettava soldi o aiuti esterni. Un uomo vero e sincero, trasparente! Un vero uomo di Dio.
Conosceva la Bibbia, i vangeli. A volte mi sembrava che le sapesse a memoria, specialmente i vangeli. Mi meravigliava sempre il suo modo pacato e sereno di affrontare le grandi difficoltà in cui abbiamo vissuto in questi ultimi anni.
Queste sue scelte e vissuto gli hanno dato credibilità e stima da tutto il villaggio di Korogocho. Un uomo che sapeva incontrare senza giudicare ma accogliere prima di parlare.
Alla fine di febbraio di quest’anno Moses ci ha lasciato. Ha lasciato un grande vuoto nei nostri cuori, nella nostra comunità, tra i nostri bambini e giovani. Alla veglia notturna prima del suo funerale e il giorno stesso del funerale c’era tantissima gente.
Lo spioncino nella sua bara , in mezzo alla nostra vecchia chiesa, quella notte mostrava un volto di Moses sofferente ma con un sorriso accennato. Segno di una vita spesa per gli altri nella sofferenza ma consapevole di averla consumata fino in fondo per qualcosa e per Qualcuno che vale!!
Moses ci ha lasciato una grande eredità…niente soldi, niente proprietà (non aveva nulla…come anche i suoi pochi familiari che vivevano molti km di distanza)!! Ci ha lasciato la ricchezza della sua vita. La sua testimonianza di vita che ora rimane negli occhi, ricordi e preghiere di tutta la nostra gente. Anche a Korogocho i santi di oggi camminano per le nostre strade!!
Grazie amico e fratello Moses! Ho pianto per te! Quando ci vedevamo eri felice specialmente gli ultimi giorni di malattia. Tutti noi ti aspettavamo per continuare insieme la strada della vita impegnato in un’altra esperienza nei nostri progetti di recupero. Dio Padre aveva un altro progetto. Quello di richiamarti alla casa del Padre! Ora sei con Lui e noi ne siamo certi! Ora la tua presenza è ancora più forte…non ci sei fisicamente ma il tuo spirito è qui con noi. Lo sentiamo.
Salutaci tanto anche l’altro compianto coordinatore dei nostri leader Morris!! Un altro grande uomo che insieme abbiamo compianto qualche anno fa. E Lui, il Signore, ci diede ora te per continuare le sue orme!!
E ora chi ci donerà?? Noi con fede aspettiamo! Preghiamo davvero che insieme nella casa del Padre continuiate a fare tifo per Koch e St. John!! Ne abbiamo bisogno!! Tuko pamoja Moses!!

RINGRAZIAMENTI

Questa parte della lettera è sicuramente la più gioiosa. Ho tanto da ringraziare per questo grandioso tempo. Il primo logicamente è il Signore che mi ha dato salute, tempo e grazia per vivere bene e in pienezza questi mesi.
Poi la lista è davvero lunga e non vorrei tralasciare nessuno. Mia mamma e la mia intera famiglia che mi hanno sostenuto, incoraggiato e collaborato in ogni momento. Grazie anche per la vostra grande pazienza nel seguire tutti i miei impegni e tempi! E grazie anche ai miei parenti sparsi nel nord Italia per la vostra accoglienza, un po’ sacrificati ai tanti impegni vissuti in questo tempo! I nostri ragazzi di Korogocho che hanno davvero dato tutto sé stessi perché questo tempo fosse tempo di Grazia per tutti.
Tutti gli organizzatori delle tappe della tournee. Siete stati tutti grandi davvero!! I tanti amici che abbiamo incontrato su queste strade italiane e che vogliono continuare a camminare con noi.
Tutti i giovani che sono nelle carceri minorili che abbiamo visitato. Il primo grande spettacolo è stato proprio al carcere minorile di Casal del Marmo a Roma. Grande giorno e grande inizio!!
E un grande grande grazie devo donarlo a Bepi, Giulio, Luca che hanno condiviso fino in fondo questa “santa pazzia”!! Ne è valsa la pena….e insieme, in tanti momenti, abbiamo proprio sperimentato che il Signore viaggiava con noi nei pulmini con i nostri giovani!! Preparatevi tutti per altre “sante pazzie”!! La vita è bella!!
Non a caso l’ultimo giorno a Roma, in piazza del Popolo, mentre l’acqua/diluvio ci ha bloccato sotto i portici della piazza con tanti amici che erano venuti a Roma per salutarci e condividere l’ultimo spettacolo in piazza che poi non facemmo, guarda caso….”per caso” andammo a celebrare l’ultima messa di ringraziamento proprio nella chiesa degli artisti senza nessuna programmazione. Questa che riporto sotto era la preghiera che trovammo proprio in quella chiesa. Dedicata a tutti gli artisti di Korogocho e del mondo. Ancora Lui faceva capolino con il suo “potere dei segni”!! Quindi un messaggio così chiaro…….

PREGHIERA DEGLI ARTISTI

O Signore della bellezza, Onnipotente Creatore d’ogni cosa,
Tu che hai plasmato le creature imprimendo in loro
l’impronta mirabile della tua gloria,
Tu che hai illuminato l’intimo di ogni uomo con la luce del tuo volto,
volgi su noi il tuo sguardo e abbi pietà di noi,
della nostra debolezza, della nostra povertà,
volgi i tuoi occhi sul nostro lavoro, sulle nostre fatiche di ogni giorno,
guardaci, siamo gli artisti, i tuoi artisti.
Siamo pittori, scultori, musicisti, attori, poeti, danzatori,
siamo i tuoi piccoli che amano vivere sulle ali della poesia
per poterti stare più vicino, e per aiutare i nostri fratelli e sorelle
a guardare più in alto nel tuo cielo
e più in profondità nel loro cuore.
Perdonaci se siamo fragili e incostanti, ma siamo uomini,
donaci la tua Forza, quella che scopriamo nella tua Parola,
quella che sentiamo nella tua Grazia,
quella che riceviamo dalla tua Eucaristia,
da quel pane spezzato che è comunione, fraternità e gioia.
Ti preghiamo per noi, per tutti gli artisti, per il mondo distratto,
fa che possiamo aiutare tutti gli uomini a scoprire qualcosa di Te,
attraverso la nostra arte.
La nostra vita sia un canto di lode alla tua bellezza
e le nostre opere raggi luminosi che illuminano le strade degli uomini.
Donaci il tuo Perdono e la tua Benevolenza,
donaci il tuo Spirito di Sapienza e di Bellezza,
ispiraci con il tuo Amore e la tua Grazia,
donaci ali stupende affinché con l’arte ci innalziamo a te.
Te lo chiediamo per Gesù Cristo, Signore e fratello nostro, artista della Vita.
Amen

(preghiera trovata nella Basilica di S.Maria in Montesanto, cosiddetta “Chiesa degli Artisti”
in piazza del Popolo a Roma)


PER FINIRE

Questo tempo è stato un periodo molto sacramentale e Grazie speciali per me e per la nostra comunità. Durante il tour tra le tante cose ho celebrato due momenti molto belli e toccanti: il battesimo di Sara a Palermo, figlia di due amici Alberto e Stella!!
Un funerale a Dosso di S.Agostino. La mamma Iole di Rossano, un amico, aveva perso la sua mamma proprio un paio di giorni prima che arrivassimo per la tappa della tournee. Un momento triste ma anche celebrando con gioia le meraviglie che mamma Iole aveva vissuto per il Signore per tutta la Sua vita.
E poi 50, 60, 70 esimi di sacerdozio di tre confratelli comboniani. Grazie anche per la loro testimonianza a p. Melato, p. Cocchi, p. Dell’Oro!! Un grande dono alla missione e alla Chiesa!
E ancora ordinazione e prime messe: P. Franco e don Andrea. Il nostro paese ha rivissuto la grazia e la gioia di avere due sacerdoti: uno missionario e un diocesano. Un grande dono e un grande messaggio del Signore per la nostra parrocchia! Una data storica per il nostro paese: due preti insieme! E l’anno prossimo Alessandro….che Mistero grande!! E’ un tempo davvero di GRAZIA.
E padre Franco che è partito per l’Africa mi ha dato davvero una grande gioia!! Avanti il prossimo giovane che sente il desiderio di dedicarsi a Dio e agli ultimi!!
E dulcis in fundo un matrimonio concelebrato per un amico Mauro Cagnin che ho accompagnato sin quando era adolescente all’oratorio. Un bel momento di gioia. Auguri a te e a Grazia!! Che il Signore sia sempre con voi in ogni vostra scelta e tempo!
Insomma come vedete è stato un tempo davvero speciale, pieno e arricchente. Ancora Asante Bwana!! Grazie Signore! Ora riparto con il cuore gonfio di riconoscenza e affetto. Dammi Tu il coraggio e la fede di spendermi sempre per il tuo popolo. Qui e là!!

Tuko pamoja!! Un mondo di Amani (Pace)

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