NEWS

> Torna alle News


10.05.2007

230// Un tuffo nella cultura keniota

di Floriana Lenti, Corriere dell'Umbria

 

A Bastia Umbra bella serata con gli artisti di Korogocho  
 
BASTIA UMBRA - “Dai diamanti non nasce niente, dal letame nascono i fior…”, così cantava il noto Fabrizio De Andrè esprimendo in una frase una forte verità che ha trovato concretezza nella tappa umbra della tournèe di ragazzi provenienti dal Continente Nero che terminerà il 4 giugno a Roma. Korogocho in keniota significa “senza valore”. Sono passati da Bastia Umbra, martedì sera, diciotto artisti di questa terra (una delle più estese baraccopoli di Nairobi che confina con la più grande discarica della città) che hanno dimostrato esattamente il contrario. Hanno portato “il valore della loro cultura”. Si sono esibiti con l’energia e i colori dell’Africa, la fantasia e la creatività di una lunga tradizione, facendo dimenticare al pubblico – numerossissimo ed entusiasta- di appartenere ad un luogo troppo spesso dimenticato, in cui si vive alle soglie della sopravvivenza, con meno di un dollaro al giorno, in circa centoventimila persone stipate in un km quadrato. Lo spettacolo, organizzato dal Circolo culturale “primomaggio”, dalla Caritas parrocchiale di Bastia e dal Centro giovanile San Michele Arcangelo, ha visto la presenza di tantissima gente di tutte le età. I bambini si sono seduti tutt’intorno al palco, il clima armonioso e vitale si è creato subito lasciando gli spettatori senza fiato fino alla fine dell’esibizione. L’iniziativa portava il significato di una speranza “People United for a new Korogocho” promossa dalla Comunità di Saint John e da Padre Daniele Moschetti, missionario comboniano che vive a Korogocho dal 2001 collaborando al progetto avviato da Padre Alex Zanotelli. L’Africa è stata raccontata dai giovani divisi in tre gruppi “Nyagueno” , “Seeds of Peace” e “Rolling Spears”, in una serie di balletti, danze, ritmi, musica e acrobazie. Prima delle loro performance è stato trasmesso il video realizzato da Dribbling di Rai Sport girato alla Maratona della pace durante il World Social Forum di gennaio. “La Marcia della pace è partita da Nairobi -dichiara Flavio Lotti, Coordinatore nazionale della Tavola della pace- e il prossimo 7 ottobre, nella Perugia Assisi, cammineremo con loro, con gli africani, che non hanno bisogno di aiuto da parte nostra, ma di realizzare qualcosa insieme a noi”. Luigino Ciotti, Presidente del Circolo culturale “primomaggio”, sottolinea “L’importanza di costruire una rete, ponti di pace, di intraprendere rapporti di scambio con questi ragazzi. Sono venuti a mostrarci un’altra faccia dell’Africa, portando arte e vitalità, rinnovando il legame tra la nostra terra ed il continente africano”. Tra strumenti realizzati a mano, come chitarre a otto corde e percussioni, voci decise e pronte a seminare pace ed armonia, corpi agili come frecce rotanti tra vento e fuoco, lo spettacolo è stato un evento unico che in Italia toccherà in tutto venticinque tappe che portano lo slogan “Non discarichiamoli”. E sono rimaste impresse le parole di Padre Daniele Moschetti: “La povertà sta crescendo, e con questa anche l’individualismo. Il mondo è impazzito, il sistema economico ci sta portando alla deriva. Ci dobbiamo rendere conto, invece, che abbiamo bisogno dell’altro. Gli altri sono davvero la cosa più importante. Insieme si possono costruire un mondo migliore ”.

> Scrivi un Commento
Letto 3495 volte