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02.02.2007

205// Uisp al WSF. Le donne di Bega Kwa Bega: lo sport anche lavoro e riscatto sociale

di Stefania Marchesi, Uisp Discobolo online

 



E' passata una settimana dal ritorno in Italia ma il ricordo dell'Africa, del Social Forum di Nairobi è ancora lì. In un posto preciso della coscienza e della memoria di chi c'è stato, di chi non smette di pensare che bisogna fare qualcosa, che "un altro mondo è possibile". Per davvero.
"Per quanto ci riguarda penso che l'Uisp abbia dato un contributo positivo a questo appuntamento - dice Stefania Marchesi, vicepresidente nazionale Uisp - la nostra non è stata una partecipazione formale, nè rituale. Abbiamo proposto lo sport come strumento di riscatto sociale, per combattere le ingiustizie e la miseria. E proprio lo sport e una corsa possono essere gli strumenti attraverso i quali favorire la partecipazione, la presa di coscienza e la protesta sociale".

"Finalmente in Africa, finalmente lo sport: riassumerei così il Forum. L'Uisp ha cercato di costruire un ponte concreto tra quello che accedeva 'dentro' il Social Forum, e quindi i workshop che anche noi abbiamo promosso, e il 'fuori', dove la gente degli slums continuava a misurarsi con l'inferno quotidiano. Forse lo sport è stata la forma più efficace di espressione del Forum perchè ha saputo parlare a tutti, coinvolgendo migliaia di persone nel momento conclusivo della corsa. Abbiamo organizzato occasioni di visibilità per persone abituate a vivere nell'anonimato, senza un nome e un cognome: negli slums soltanto il 15% degli uomini e delle donne hanno un'identità e sono iscritti all'anagrafe. Gli altri non esistono e la loro speranza di vita non va oltre i 36 anni".

"Particolarmente significativa è stata la visita che abbiamo fatto nella struttura dove un gruppo di donne autorganizzate ha prodotto e disegnato le 15.000 magliette per la corsa: un'occasione concreta di lavoro attraverso lo sport. Una sorta di struttura cooperativa proprio all'interno di Korogocho, lo slam più povero dove operano i comboniani di padre Moschetti, che si chiama 'Bega kwa Bega'. Abbiamo potuto vedere come concretamente lo sport incrocia i temi della solidarietà e dei diritti, contribuendo a cambiare la situazione".

"Siamo tornati a casa più consapevoli ma anche più preoccupati - conclude Stefania Marchesi - le immagini che abbiamo colto nelle strade di Korogocho e degli altri sei slums attraversati dalla corsa erano talmente forti da non farci sentire la fatica dei 16 chilometri di marcia che abbiamo fatto. Rimane l'impegno di continuare a fare qualcosa di concreto per l'Africa, anche attraverso lo sport".

Il servizio televisivo sulla Maratona tra gli slum per i diritti di base realizzato dall'inviata di Raisport Elisabetta Caporale andrà in onda sabato 10 febbraio alle ore 14.00 nel corso della trasmissione "Dribbling".

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