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30.01.2007

192// Intervista a Matthias Mormino della Tavola della pace

di Maurizio Musolino, La Rinascita della Sinistra

 

Dietro un appuntamento come quello di Nairobi c'è il lavoro, a volte oscuro ma preziosissimo, di migliaia di persone. Fra queste c'è Matthias Mormino, della tavola per la pace, deus ex machina della numerosissima delegazione italiana.
Molti pensavano che il Forum a Nairobi fosse un azzardo. Ora, una volta finito, che conclusioni trarre?
Un azzardo è sempre una sfida e le sfide vanno affrontate. Si è arrivati a questo appuntamento con la coscienza del valore simbolico e non pensando alla capacità pratica e logistica che gli africani hanno dimostrato. Bisogna dire che per quanto ci siano stati problemi, come in tutti i forum, alla fine si è svolto e nel migliore dei modi. E pensare che molti dubitavano fino all'ultimo che riuscissero addirittura a costruirlo.
Una sfida però che fino alla fine ha rischiato di tenere fuori le popolazioni degli slum.
Verissimo. Ma questo era un problema emerso fin da quando erano state fissate le quote nel consiglio internazionale di Parma ad ottobre. Già allora le quote erano sembrate, soprattutto per i locali, eccessive. Al che si è arrivati ad una mediazione che però in genere è stata poco conosciuta. Prima si era istituito un ingresso giornaliero, poi si era ridotto di metà l'ingresso giornaliero per chi non aveva i mezzi per pagare, e infine si è arrivati all'apertura di un fondo di solidarietà per quanti non potevano permettersi di pagare neanche i 50 centesimi al giorno in modo da consentirgli di poter partecipare comunque al Forum. Notizie però che non sono state adeguatamente comunicate. Per questo ci sono state molte proteste. La partecipazione popolare è una questione centrale dei forum.
Dall'Italia una delegazione vastissima, circa 600 persone. Non credi però che fra quste c'erano troppi volti noti?
Certo alcuni di noi sono certamente gli stessi delle altre volte, ma questo non vale solo per gli italiani. Vediamo tanti compagni e compagne che abbiamo visto negli altri forum, però io trovo sorprendente vedere le tante facce nuove che ad esempio fanno parte della delegazione della Tavola della pace, tanti giovani, che si sono interessati al Forum e che hanno deciso di venire fin qui.
Qualche nota dolente?
Tre. Una è l'aspetto logistico che è stato caotico, specie per arrivare al Forum. Poi per l'aspetto logistico all'interno: sale non perfettamente agibili, dove, ad esempio mancavano le cabine per gli interpreti, cose non nuove, ma fastidiose. Infine una eccessiva incapacità di comunicare – soprattutto a livello locale – i messaggi del Forum. Fino a due settimane fa il Forum era vissuto come una conferenza come tante altre. Non si avvertiva nessuna peculiarità. Era visto come un modo come tanti per fare soldi. Alla fine qualcosa è cambiato ma sarebbe stato utile se fosse successo sei mesi fa.
E del coinvolgimento dell'Africa che mi dici?
L'Africa è stata coinvolta, ci sono tanti delegati. Dalla Guynea, uno dei Paesi più piccoli dell'Africa, sono venute 100 persone. Altrettanti dalla Costa d'Avorio e dalla Somalia, un Paese in piena guerra civile. L'Africa ha risposto alla grande, chiaramente nei limiti della possibilità che molti hanno di potersi spostare. Il protagonismo africano all'interno dei seminari poi è stata una delle cose più positive di queste giornate di Nairobi. Dall'Africa, come prima da Mombay, è arrivata una iniezione di fiducia per il Forum.

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