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30.01.2007

191// Il prossimo sette luglio insieme per gli Obiettivi del Millennio

di Mauro Sarti, Redattore Sociale

 

NAIROBI – L’obiettivo intermedio – il lancio è arrivato dal Wsf di Nairobi 2007 - è quello del prossimo sette luglio. Ma ad arrivare al 2015 gli impegni da mantenere non possono essere elusi. Pena la vita.
Sono otto gli obiettivi della Campagna del Millennio promossa dall’Onu che mirano a dimezzare la povertà globale: eliminare la povertà estrema, raggiungere l’istruzione primaria universale, promuovere l’uguaglianza di genere, diminuire la mortalità infantile, migliorare la salute materna, combattare l’Aids, assicurare la sostenibilità ambientale e sviluppare politiche ed azioni concrete come cooperazione allo sviluppo e un commercio internazionale che risponda ai bisogni dei paesi poveri.
“Sono obiettivi assolutamente raggiungibili - ha scritto ai partecipanti del Wsf il direttore per l’Africa della Campagna, Tajudee Abdul Rahem - tuttavia siamo ancora molto indietro nel loro raggiungimento. Fallire avrebbe un prezzo altissimo per tutti noi. E’ chiaro che i nostri governi non stanno facendo abbastanza per vincere l’ingiustizia della povertà estrema”.
Terminato il Wsf di Nairobi, l’Africa resta uno dei grandi temi su cui lavorare: Salil Shetty, direttore generale della Campagna delle Nazioni Unite, presente a Nairobi, ha affrontato il tema delle nuove strategie e dei programmi concreti per affrontare i prossimi sette anni “che sono cruciali per il raggiungimento entro il 2015 degli Obiettivi del Millennio.
“Ci sono situazioni, paesi, in cui siamo più avanti con il raggiungimento degli obiettivi, ed altri meno – spiega Salil -. E tante volte manca quella visione strategica, affiancata all’implementazione dei progetti, che permetterebbe di progredire più velocemente. La presenza della Campagna del Millennio al World Social Forum di Nairobi ha voluto significare come si trattasse per noi della sede più naturale dove venire a dibattere di questi temi: il raggiungimento degli obiettivi della Campagna del Millennio è infatti direttamente collegato allo sviluppo dei diritti umani”. La promessa dei paesi ricchi – tra cui l’Italia – è quella di aumentare l’aiuto pubblico allo sviluppo fino a raggiunere entro il 2015 lo 0,7% del Pil e migliorare l’efficacia degli aiuti stessi, ma l’Italia è il fanalino di coda tra i paesi donatori: “Un commercio più equo – conclude Tajudeen Abdul Raheem nella sua lettera al Wsf di Nairobi - permetterebbe di strappare dalle maglie della povertà milioni di persone. Purtrppo stiamo perdendo questa opportunità e le regole del commercio internazionale continuano a “soffocare” le economie dei paesi più poveri a favore dei paesi più ricchi e delle grandi aziende e multinazionali”.
 
Per maggiori informazioni: www.millenniumcampaign.it 

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