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28.01.2007

187// Idee_Scouts a Nairobi

di Marco Covotta, Capo Scout Agesci

 

Tra i numerosi partecipanti al World Social Forum provenienti da tutto il mondo non potevamo mancare noi, gli Scout. Spesso siamo abituati a riconoscerci nei diversi eventi per variopinti fazzolettoni delle nostre uniformi, in questa occasione invece chi si aspettava tale presenza potrebbe essere rimasto deluso. Nei primi due giorni sia cantando durante la marcia per la pace da Kibera a Uhuru Park, sia partecipando ai diversi seminari, sia passeggiando intorno allo stadio tra gli stend, di fazzolettoni se ne vedevano proprio pochi, compresa l’assenza del mio. Dopo però aver deciso di indossarlo molto è cambiato. Tantissime sono state le persone che si sono avvicinate dicendomi che anche loro erano scout oppure erano stati scout, tanti erano contenti della presenza della nostra associazione a questo evento, qualcuno mi ha salutato stringendomi la mano e incrociando il mignolo, insomma gli Scout sembrava non ci fossero invece il forum ne era pieno.

Tra un seminario ed un altro ho incontrato anche dei piccoli scout keniani con i quali la sintonia è stata immediata. A Nairobi infatti tantissimi sono i bambini che fanno parte di gruppi scout, bambini non del centro della città ma degli slums, le baraccopoli immense di questa città. Ho visto bambini che vivono in un contesto sociale in cui mancano le necessità fondamentali: l’acqua potabile, i bagni, le scuole e soprattutto spazi aperti per giocare. Ho visto bambini che stanno per diventare o lo sono già “bambini di strada”, così come vengono definiti i 60000 bimbi che vivono sulle strade, senza più contatti con la loro famiglia perché orfani o scappati da genitori violenti. Ad ogni angolo di Nairobi si possono incontrare questi bimbi e riconoscerli per i vestiti strappati, per le scarpe che sono spesso diverse una dall’altra o non le hanno proprio, per una bottiglietta che portano al naso e da cui sniffano colla per non sentire i morsi della fame. Come educatore ho sentito il cuore stringersi. Ho conosciuto educatori di strada (dell’associazione locale chiamata Konoinia) che per conquistare la fiducia di questi bambini, vivono con loro in mezzo alla strada fino poi a proporgli di andare ad abitare presso una delle case di accoglienza per bambini di strada dove potranno ricevere da mangiare, potranno dormire in un letto e soprattutto potranno giocare. Come educatore sarei capace di questo? Di sicuro la mia vocazione ha vacillato. Contento però che questa emergenza è nota e la si sta affrontando con determinazione, almeno dalla gente di Nairobi che non accetta la condizione di questi bambini. Purtroppo servirà molto tempo, ma questi semi di speranza sono convinto che daranno i loro frutti.
Il Social Forum Mondiale è stato così un evento che si è fatto “contaminare” dal luogo in cui era stato organizzato. Ha smosso gli animi dei partecipanti, ha infuso energia ai tanti africani che lottano con problemi molto difficili, ha mostrato agli “occidentali” un’africa e il suo popolo pronta a reagire nonostate tutte le zavorre messe dal Nord del mondo.
E’stato in incontro di veri cittadini del mondo. Modelli di persona a cui la proposta educativa scout punta e a cui deve puntare, dopo questo forum, sempre più fortemente.

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