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26.01.2007

183// Un'occasione anche per commercio equo e solidale

di Alberto Zoratti - Fair/Tradewatch

 

Nairobi, 24 gen - Alberto Zoratti - Fair/Tradewatch
Oltre cinquantamila persone. Questo il numero ufficiale del sesto appuntamento del Forum Sociale Mondiale. L'informale non e' verificabile, molti i partecipanti non registrati ufficialmente, come i ragazzi provenienti da alcune baraccopoli tra cui Korogocho, invitati e chiamati a partecipare ai lavori a Kasarani.
Quale sia e quale sara' il destino di appuntamenti come questo, nei fatti, si sta decidendo seppur inconsciamente in questi giorni. Queste decine di migliaia di persone riescono a trovare uno spazio in cui incontrarsi, parlare e creare momenti ulteriori di incontro. Come sarebbe stato possibile far discutere assieme Ann Kilele, in rappresentanza delle contadine Keniote, con la presidente dell'associazione dei contadini asiatici con i ragazzi dei sobborghi di Nairobi?
O mettere davanti a migliaia di delegati la situazione delle baraccopoli di Nairobi, con milioni di persone senza acqua potabile, servizi, alcune delle quali obbligate a pagare affitti (abusivi) che arrivano a toccare i 40 dollari al mese (circa 2500 scellini) a pochi metri da alberghi dove una singola connessione internet di un'ora ne costa 1200?
Questo e' il primo elemento, estremamente positivo, di queste occasioni. Ma non basta. Oggi 24 di gennaio verra' aperto un vero e proprio laboratorio di proposte su cui far convergere i movimenti sociali per una agenda concordata e condivisa. In poche parole un anno di mobilitazioni e di azioni per rimettere al centro l'attivita' dei movimento sociali. "Sara' un'occasione per le reti del commercio equo e solidale presenti qui a Nairobi di trovare un punto di azione comune che sappia valorizzare la specificita' di questo mondo: in una riunione organizzata all'Ambassador Hotel in centro citta' le proposte sono andate a convergere su un momento concordato di azione globale, che parli di consumo responsabile e di sovranita' alimentare.
Questa potrebbe essere un'ottima occasione per rafforzare le alleanze tra il movimento del commercio equo e i movimenti di contadini, non sempre sullo stesso piano di proposta ed elaborazione. Ma potrebbe essere altrettanto un modo interessante per noi organizzazioni del nord, per consolidare il lavoro sui nostri territori, con i nostri agricoltori".
Questo e' un ulteriore motivo che come organizzazione equosolidale FAIR e come Osservatorio sul Commercio internazionale Tradewatch ci fa capire l'importanza di sostenere questi appuntamenti, in particolare se riescono a diventare motore di un confronto anche all'interno del nostro movimento. Nairobi, con le sue contraddizioni, ci chiama ad una riflessione anche su di noi, sulla sostenibilita' del commercio equo, del suo sviluppo e sull'impatto che le nostre attivita' hanno sul miglioramento delle condizioni di vita delle comunita' di produttori. (http://www.faircoop.it/nairobi2007.htm).

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