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16.12.2006

14// Gli abitanti degli slum protagonisti

di Marta Dalla Pozza, Nigrizia

 

Parte della società civile africana più attiva proviene dalle baraccopoli (slums). Negli ultimi anni, gli abitanti di questi agglomerati urbani sono riusciti a esprimersi in maniera autonoma, creando gruppi e associazioni locali che hanno saputo farsi portavoce delle proprie esigenze, varando iniziative dal basso e intrecciando collaborazioni. Non mancheranno certamente all’appuntamento con il Fsm di Nairobi. Saranno presenti con numerose proposte.

Ne parliamo con padre Daniele Moschetti, missionario comboniano, che vive e lavora nella baraccopoli di Korogocho, alla periferia della capitale kenyana.

Sentiremo la voce delle baraccopoli di Nairobi al prossimo Fsm?

Certamente. C’è un intenso programma di iniziative, distribuite in tutte le giornate: laboratori, festival presso lo stadio di Kasarani (sede principale del Forum) e nelle baraccopoli, poi una grande marcia finale. Noi, come Kutoka Network, una rete di quindici parrocchie che lavorano negli slum, stiamo lavorando, in collaborazione con diverse ong, locali ed internazionali, per essere presenti al Forum e promuovere i diritti degli abitanti delle baraccopoli.
Quello degli slum dovrà essere sempre più un tema centrale nell’agenda politica. Non possiamo dimenticare che un miliardo di persone – un sesto della popolazione mondiale – vive oggi in baraccopoli. In Africa, il 72% degli abitanti delle città risiede negli slum.

Quale sarà il calendario delle vostre iniziative?

Il 20 gennaio, sabato, ci sarà l’inaugurazione all’Uhuru Park. Domenica, al mattino, si svolgeranno celebrazioni e altre attività in varie parrocchie degli slum. Nel pomeriggio, avranno luogo diversi festival. A Korogocho si esibiranno i bambini di strada, con danze e altre performance.
A Libera, invece, è in programma un festival organizzato dai giovani. In un altro slum saranno di scena le donne. A tutte queste iniziative, ovviamente, saranno invitati i delegati del Social Forum, perché conoscano le diverse comunità. Lunedì, presso lo stadio di Kasarani, verrà celebrato un forum internazionale, dove gli abitanti delle baraccopoli di tutto il mondo si confronteranno e parleranno delle loro strategie di lotta per il raggiungimento dei diritti di base. Martedì, si terranno laboratori di studio in sette slum diversi. Si affronteranno temi locali, a cui la popolazione deve far fronte quotidianamente: i problemi della proprietà della terra, della casa, delle demolizioni, degli sfratti, della disoccupazione giovanile…
Mercoledì, sarà per tutto il Forum una giornata di progettazione. I partecipanti, riuniti per aree tematiche, cercheranno di “costruire reti” e programmare azioni congiunte. Sarà un momento di incontro anche per tutte le realtà che lavorano sulle problematiche degli slum. Per il 25, giornata di conclusione del Forum, abbiamo in programma una maratona, che partirà proprio da Korogocho e terminerà nell’Uhuru Park.
La manifestazione si snoderà lungo 14 km, attraversando 6 slum della zona est – la più povera – della capitale. La “Maratona per i diritti di base”, il cui slogan è “Un altro mondo è possibile, anche per gli abitanti degli slum!”, è organizzata da Kutoka Network, in collaborazione con Kenya Land & Housing Coalition, una rete di ong che lavorano negli slum, e sarà sponsorizzata da due associazioni italiane, Libera e Uisp. Attendiamo 10.000 persone, tra abitanti del posto e delegati del Forum. Abbiamo invitato celebri corridori keniani, come Paul Tergat, Catherine Ndereba, Loroupe, e il premio Nobel Wangari Maathai, per fare da testimonial all’iniziativa. Lo sport qui è sempre stato uno strumento importante per costruire aggregazione e uscire dal degrado. Sarà, una volta di più, un mezzo per far sentire la voce degli ultimi. Durante tutto il Social Forum, vogliamo costruire una grande mobilitazione locale, invitando i delegati a uscire da Kasarani e mescolarsi con la città.

Che aria si respira in questi giorni a Nairobi?

Avvertiamo il problema della poca pubblicità: la gente non ne è molto a conoscenza. Il comitato organizzativo del Forum, anche a causa delle poche risorse a disposizione, non ha finora fatto molta informazione sull’evento. Noi, come chiese, stiamo cercando di essere di supporto. Abbiamo prodotto una brochure, ma sicuramente non è abbastanza.
Quest’anno, poi, per la prima volta, sono state introdotte novità organizzative: ci si può iscrivere alle diverse attività solo tramite internet, e si sono verificati problemi con la procedura. Inoltre, per partecipare al Forum, bisogna pagare una quota di 600 scellini kenyani al giorno: cifra impossibile per molti abitanti locali. Queste decisioni sono state prese per una buona causa (limitare le spese) ed evitare di lasciare debiti. Ma suona un po’ contraddittorio che vengano applicate, per la prima volta, proprio in Africa, con le difficoltà logistiche che ci sono.

Nonostante tutto, gli africani cercheranno di partecipare, di far sentire la loro presenza e vitalità, la loro grande voglia di cambiamento e la speranza che li animano. Un altro mondo è veramente possibile oggi, soprattutto per l’Africa.

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