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23.01.2007

126// ForumSociale: Sentinelli e i movimenti, io una di voi

di Agnese Malatesta, inviata Ansa al FSM di Nairobi

 

(ANSA) - NAIROBI, 22 GEN - E' il suo quinto Forum sociale mondiale, ma il primo nelle vesti di rappresentante del governo. Per il viceministro degli esteri, Patrizia Sentinelli, l'arrivo a Nairobi dove è in corso il confronto fra i movimenti sociali di tutto il mondo, è un bagno di consensi, di saluti e di abbracci.

Usa la loro stessa lingua e ci tiene a sottolinearlo: "parlo come militante dei movimenti e come rappresentante del governo. Noi dobbiamo usare la stessa lingua". Annuncia, passando da seminario a seminario, che "la cooperazione internazionale deve cambiare, che le decisioni devono essere prese dai governi ma insieme ai movimenti e alla società civile". La politica della donazione non funziona, è meglio diventare partner dei paesi in via di sviluppo.

Sull'Africa, la posizione di Sentinelli è più esplicita. "Vanno impostati nuovi programmi basati su un principio: i beni comuni come l'acqua, l'energia e il cibo sono della popolazione e non delle multinazionali. Basta con le politiche che portano via le risorse. A volte gli aiuti servono solo alle organizzazioni che lavorano e non alla popolazione". Ma il contributo maggiore da parte italiana deve essere quello di favorire la società civile ad organizzarsi.

Poi un riferimento alla legge sull'immigrazione: "l'Italia la cambierà perché reprime i diritti dei migranti" ed anche "l'intera Europa deve modificare la sua politica. Le frontiere sono aperte per le merci ma non per le persone. In Europa si preferisce la repressione". Ecco perché "dovrebbero anche essere rivisti anche i trattati che ora sono iniqui".  
Il forum oggi è entrato nel vivo. Sono aumentate le presenze e la partecipazione ai seminari. A fronte di un evidente ed ingente sforzo organizzativo, restano alcune defaillance, sia per i delegati (come i cambi di programma all'ultimo momento e le traduzioni possibili solo per la disponibilità di volontari nel pubblico) sia per i numerosi giornalisti (la sala stampa è una sauna, è insufficiente e manca il collegamento internet). 
Nella delegazione italiana è sorta una polemica sulla proposta della Tavola della pace di candidare l'Italia a prossima sede del forum. Alcune organizzazioni (come l'Arci, Fiom-Cgil, Libera) sono contrarie e propendono per una città del sud del mondo. Il dibattito è aperto e deciderà nei prossimi giorni il Consiglio Internazionale. 

Intanto, i partecipanti del forum sono invitati a fare un giro negli slum della città (ce ne sono 199 dove vivono 2 milioni e mezzo di persone in estrema povertà); lo fa Kutoka, una rete di operatori locali che vuole far vedere loro la vita reale della miseria.
Nel dibattito generale, tante le testimonianze degli africani, in particolare sull' esperienza migratoria e sul problema della terra. Un nodo critico resta quello del commercio che penalizza l'Africa. E' allo studio l'avvio di una campagna per rilanciare l'Onu; fra i promotori 'United for peace and justice', la rete pacifista Americana.

Qualche dubbio sta avanzando nel movimento sul ruolo delle ong, considerate da alcuni (soprattutto per gli interventi sull'agricoltura) non positive per lo sviluppo locale ma portatrici, anche per via dei fondi pubblici che ricevono, di interessi estranei. Curiosa la performance di Terre des hommes per parlare di Aids: ha presentato un'esposizione di autoritratti, a grandezza naturale, di una ventina di giovani africani sieropositivi che fissano sulla tela in una parte del corpo in conflitto con la malattia come un cuore spezzato, delle braccia incatenate, un utero sofferente.
Il comboniano padre Kizito Sesana, intanto, ha aperto una nuova casa alla periferia di Nairobi, chiamata 'Ndugo-ndogo', destinata ai bambini da strada. Ringraziamo l'Agenzia Ansa per la collaborazione.

 (ANSA).   

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