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23.01.2007

125// La sfida di Nairobi

di Mario Lubetkin, Direttore Generale dell'IPS

 

Nairobi, 21 gennaio 2007 (IPS) - Siamo al settimo Forum Sociale Mondiale, il primo che si svolge completamente su suolo africano. Abbiamo vissuto questi grandissimi eventi di successo già quattro volte a Porto Alegre, in Brasile, una volta a Mumbai, in India, e nel 2006 abbiamo partecipato alla prima versione policentrica del Forum, tenutosi a Bamako, Caracas e Karachi.

Negli ultimi anni il FSM ha dimostrato il proprio potere e la propria energia, mobilitando decine di migliaia di persone in forum locali, regionali e globali, in tante parti del mondo, e creando aspettative e speranze in milioni di persone da tutto il globo, convincendole che “un altro mondo è possibile”.

All'interno del FSM sono nate iniziative molto importanti, come la mobilitazione coordinata del 2003, in favore della pace e contro la guerra, e la Global Call Against Poverty (GCAP), lanciata nel 2005.

Naturalmente, dopo sette anni, si sono aperte nuove domande sul futuro del FSM. Dove va questo movimento? Quali saranno i suoi obiettivi futuri? Come tenere testa, col passare del tempo, agli enormi cambiamenti e rispettare le grandi speranze generate? Tutti noi possiamo porre altre domande, nuove e sempre valide, ma sarebbe forse più importante dare inizio a una riflessione profonda e partecipata sul futuro del FSM.

È per questa ragione che tante organizzazioni, e tra queste l'IPS — attraverso il suo TerraViva —, hanno avviato una serie di eventi che favoriscano una riflessione seria in questi primi giorni del FSM di Nairobi.

L’obiettivo è capire cosa abbia realmente portato il FSM negli ultimi anni, qual è il ruolo dei movimenti sociali in questo ambito, il ruolo degli stessi Forum, così come le loro relazioni con i sistemi politici progressisti, e con tanti governi che sono nati dal 2001, con il sostegno del FSM.

Non si tratta di giungere a risposte definitive, ma piuttosto di iniziare un processo di riflessione più profondo che dovrebbe continuare anche dopo Nairobi.

La comunicazione deve giocare la sua grande parte in questo dialogo aperto e leale. È per questo che abbiamo lavorato insieme alle altre organizzazioni amiche per ospitare il terzo Forum mondiale sull’informazione e la comunicazione, all’interno del FSM, e continuare a generare e costruire sinergie tra comunicatori e all’interno della società civile globale.

Allo stesso tempo, abbiamo bisogno di strumenti informativi adeguati, che ci permettano di avviare e seguire questo processo di riflessione, proprio qui a Nairobi. L’IPS, come sempre, farà la sua parte.

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