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22.01.2007

110// “Ndugo- ndogo”, la nuova casa di padre Kizito Sesana

di Mauro Sarti, Corrispondente di Redattore Sociale

 

Una nuova casa di padre Kizito Sesana alla periferia di Nairobi. Si chiama “Ndugo- ndogo” e si trova non molto distante da quella “Shalom House” che Kizito ha aperto già un po’ di anni fa per dare accoglienza e ristoro ai poveri di Nairobi. Nasce oggi un nuovo progetto in Africa per accogliere i bambini di strada che fino a poco tempo fa vivevano nella baraccopoli di Kibera, “la più grande del mondo”. Tre piani per tre grandi famiglie, ciascuna con in carico una decina di bambini senza casa.

Un progetto della Comunità di Koinonia, lavoro per tre educatori di strada e tanti volontari. A vederla sembra un miraggio, dopo chilometri di baracche e discariche, “Ndugo-ndogo” affiora leggera in fondo ad una stradina appena ripassata dalle ruspe. Una grande casa grigia, pochi mobili, lavori in corso e Coca-Cola offerta per tutti. I bambini che giocano nel campo poco dopo saranno nel salone centrale a dare il benvenuto con canti e piccole acrobazie agli ospiti che sono venuti a incontrarli. “Questo è l’unico modo per salvare questi bambini dalla strada – racconta padre Kizito Sesana – un lavoro che chiede tempi lunghi e l’impegno di tante persone. Alcuni degli educatori che oggi lavorano qui vengono direttamente dalle baraccopoli, da quello stesso slum dove oggi vanno ad aiutare bambini che rischiano quotidianamente la vita. Domandate loro quante persone hanno già visto morire, e fate la stessa cosa con i bambini del mondo ricco.

La differenza è grande: i bambini di Kibera hanno già visto morire ciascuno almeno cinque o sei coetanei, sono bambini che sanno cosa vuol dire la fame, la malattia, la morte…”. Bonifacius racconta la sua storia. Lo fa in terza persona, dandosi il soprannome che aveva da piccolo, Ritchie, quando viveva a Kibera e si organizzava con i compagni per andare a derubare i turisti, a rivendere qualche oggetto “buono” trovate nelle discariche. Quando aspirava colla e si stordiva in pieno giorno. Legge in italiano, è stato un compito concordato con Kizito. Poi risponde in inglese alle domande. “Cosa vuol dire essere un bambino di strada a Nairobi? Cosa vuol dire vivere nascosti nella siepe di un giardino pubblico?”.
L’inaugurazione continua alla “Shalom House” dove per cenare insieme si presenta un bel gruppo dei delegati italiani al Forum Sociale Mondiale di Nairobi. La mattina in tanti erano stati alla messa celebrata nella baraccopoli di Korogocho da padre Alex Zanotelli.

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