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22.01.2007

102// Intervista di Flavio Lotti. Le risorse naturali restino agli africani

di Affari Italiani

 

Flavio Lotti coordinatore della Tavola della pace e direttore del Coordinamento Nazionale degli Enti Locali per la Pace e i Diritti Umani, anticipa ad Affari i temi del settimo social Forum in programma a Nairobi fino al 25 gennaio.
Il Forum è anche un grande laboratorio di politiche economiche e un esperimento di democrazia partecipata: uno spazio aperto a tutte le voci “Non è la Davos dei no global- dichiara Lotti- vogliamo dare un futuro alla metà degli abitanti di Nairobi, su  che vive con meno di un dollaro al giorno, non ci poniamo il problema di come far crescere l’economia mondiale"
Dall’Italia è arrivato il 25% dei fondi per l’organizzazione del Forum. Comuni province e regioni italiani, riuniti nell’associazione degli Enti Locali italiani per la Pace, hanno raccolto 100mila dollari, che si aggiungono ai 300mila versati dal governo italiano.  “Siamo qui a nostre spese- dice Lotti- e abbiamo raccolto 100mila dollari per favorire la partecipazione degli africani”  

L'intervista

Lotti, cosa si aspetta dal Social Forum che per la prima volta si tiene in Africa? Emergeranno nuovi modelli di globalizzazione sostenibile?
“Questo Forum servirà a rafforzare l'alleanza tra chi vive in Africa e in Europa. Un'alleanza indispensabile se vogliamo prenderci cura del nostro futuro comune. Attraverso questo confronto, emergeranno idee per valorizzare le ricchezze che questa terra continua ad offrire al mondo intero, mettendole innanzitutto a disposizione degli stessi africani.”

In che modo?
“La sfida non è tanto promuovere la cooperazione internazionale, che pure resta indispensabile per fronteggiare le grandi crisi aperte;: la scommessa è far sorgere un diverso rapporto con i beni di questo continente, che dobbiamo smettere di depredare. Per il commercio servono regole nuove, più rispettose dell'ambiente ma soprattutto delle popolazioni locali. Ci aspettiamo  proposte concrete sull’uso delle risorse naturali, rispetto alla ricerca di un modello di sviluppo agricolo funzionale all’economia della popolazione africana piuttosto che alla sete di sviluppo occidentale.”

Può anticiparci qualche proposta concreta?
"Moltissimi conflitti che scoppiano in Africa sono riconducibili al controllo delle risorse naturali. Penso anche alla vicenda dell'Agip e al rapimento dei tecnici italiani. Uno dei nodi che qui saranno affrontati sarà come cambiare lo sfruttamento dei giacimenti petroliferi, coinvolgendo le popolazioni locali, oggi escluse dai benefici derivanti da queste attività gestite da noi europei e occidentali."

Quale posto avrà nell’agenda di Nairobi il tema delle risorse idriche?
"La questione dell'acqua è centrale. paradossalmente a Nairobi i poveri che vivono negli slum la pagano più cara rispetto a chi vive nei quartieri ricchi . Servono regole per garantire a tutti il diritto all'acqua e per impedirne la privatizzazione."

E come pensate di portare avanti queste battaglie così impegnative? 
”La società civile mondiale ha una grande responsabilità.Siamo qui a Nairobi per costruire partnership con soggetti della società civile di altre parti del mondo e per mobilitarci su obiettivi comuni”.

Il Social Forum è rappresentativo della società civile mondiale?
"Il Social Forum è un'espressione della società civile mondiale, non è una rappresentanza ma una espressione più visibile di questo cammino che c'è in molte parti del mondo con tante mobilitazioni ma ha nel Forum"

 

Non è quindi una Davos no global...
"Assolutamente no. Il Social Forum è uno spazio aperto a tutte le voci. A Davos si ragiona di più su economia ed equilibri di potere e delle minacce all’orizzonte per gli attuali sistemi di potere. Qui a Nairobi si parte da presupposti completamente diversi. Ci si preoccupa di dare una soluzione ai problemi della gente..

Ad esempio?
"Dare un futuro alla metà degli abitanti di Nairobi, che vive con meno di un dollaro al giorno, a Davos invece pensano a come far crescere L’economia mondiale"

Chi paga i costi dell' organizzazione del Forum?
 "Ognuno di noi non solo si è autofinaniato ma abbiamo raccolto centomila dollari per favorire la partecipazione degli africani"  

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