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21.01.2007

89// Aperto il Forum: oltre ventimila in marcia tra le baraccopoli.

di Mauro Sarti

 

NAIROBI, sabato 20 gennaio ore 15,27 – Una marcia così a Nairobi non si era mai vista. Oltre ventimila persone hanno sfilato questa mattina dalla più grande bidonville della capitale del Kenya, Kibera, fino al parco di Uhuru, dove questo pomeriggio si è aperto ufficialmente il settimo Forum Sociale Mondiale.

Un sole a picco per festeggiare la prima uscita pubblica in Africa del popolo della pace, per la “globalizzazione della giustizia”, per i diritti umani e per combattere contro l’Aids senza pregiudizi e discriminazioni sessuali. Una festa colorata e rumorosa, un fiume di gente che alle 11 in punto di questa mattina ha cominciato a scorrere tra le strade più desolate di Nairobi, tra sporcizia e abbandono, mentre dallo slum di Kibera in molti lasciavano le loro baracche per unirsi al corteo che, solo dall’Italia, ha visto partecipare oltre 500 persone tra sindacalisti, amministratori, associazioni e ong, oltre ad una folta delegazione della Tavola della Pace e del Coordinamento degli enti locali della Pace, i due enti che più si sono spesi in Italia per la trasferta africana.

Aperto il Forum, gli organizzatori africani hanno tenuto a precisare che non si tratterà di un appuntamento rivolto solo al continente africano, ma di un forum che ha l’obiettivo di coinvolgere tutte le persone che nel mondo si riconoscono nei valori della pace e della solidarietà. Nel caotico traffico di Nairobi la marcia del Forum questa mattina non è passata inosservata: la festa musicale partita già poco dopo mezzogiorno ha fatto esplodere la grande piazza di Uhuru Park sotto le note di “One world” di Bob Marley ballato da una folla ondeggiante di migliaia di persone dalle pelle di tutti i colori. Una festa d’inaugurazione che ha visto i suoi partecipanti indossare magliette con lo slogan “un altro mondo è possibile” scritto in tutte le lingue, dove giravano volantini pacifisti e ambientalisti, slogan per la prevenzione dall’Aids e per sostenere la lotta del popolo palestinese. Una cerimonia universale che si è declinata in tante religioni, canti e godspell, urla e fischietti.

Parole d’ordine laiche e preghiere, inni “no global” tra sandali francescani. Flavio Lotti, coordinatore nazionale della Tavola della pace, è sodisfatto per questo via così assordante, ma lo e` ancor di più per avere visto tanti poveri venire allo scoperto, mettersi il vestito della festa per scendere a sfilare contro la povertà loro e dei loro fratelli. Un primo obiettivo raggiunto. Ora il forum è aperto. (mauro sarti)

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